Il PlayStation Store celebra il suo 20º anniversario ripercorrendo i giochi che hanno lasciato la più forte impressione sugli sviluppatori. Anziché scegliere soltanto i loro titoli preferiti, ai partecipanti è stato chiesto di indicare i giochi che non si aspettavano di apprezzare così tanto o che si sono distinti per un motivo particolare.
La selezione comprende uscite degli ultimi due decenni, spaziando dalle grandi produzioni PlayStation ai caratteristici giochi indipendenti. I festeggiamenti per l’anniversario includono anche una vetrina dedicata del PlayStation Store con offerte sui giochi e una selezione di successi degni di nota.
Naoki Hamaguchi, director della serie Final Fantasy VII Remake presso Square Enix, ha scelto Balatro, disponibile su PS4 e PS5 dal 2024. Ha sottolineato come il gioco trasformi le familiari regole del poker in un sistema di progressione avvincente, con punteggi e combinazioni sempre più soddisfacenti.
Jonathan Burke, senior technology director presso Santa Monica Studio, ha indicato Dragon Quest XI: Echoes of an Elusive Age su PS4. Ha elogiato la storia, il design dei personaggi e il mondo di gioco, oltre al suo fascino distintivo e alla capacità di introdurre svolte inaspettate in quello che inizialmente appare come il tradizionale viaggio di un eroe.
God of War, uscito per PS4 nel 2018, è stata la scelta di Ramone Russell. Il director of product development and brand communications strategy di San Diego Studio è rimasto particolarmente colpito dalla direzione emotiva del gioco. Ha evidenziato l’attenzione dedicata alla paternità, all’autocontrollo, all’interruzione dei cicli tossici, al dolore e all’identità, oltre al gameplay e al risultato tecnico raggiunto su PlayStation 4.
Arne Meyer, head of culture and communications di Naughty Dog, ha scelto Inscryption per PS4 e PS5. Ha descritto le interazioni e i modificatori del gioco di carte come complessi e affascinanti, elogiando inoltre il modo in cui il titolo rivela gradualmente ulteriori livelli delle sue meccaniche e della sua storia senza spiegare tutto direttamente al giocatore.
Marcus Smith, creative director presso Insomniac Games, ha nominato Inside di Playdead, arrivato su PS4 nel 2016. Ha messo in evidenza l’assenza di interfaccia e dialoghi, il sistema di guida progettato con cura e la presentazione audiovisiva. Per Smith, la storia ambigua del gioco continua a invitare alla riflessione molto tempo dopo la sua conclusione.
Sayonara Wild Hearts è stata la scelta a sorpresa di Bruno Velázquez, game director presso Santa Monica Studio. Sebbene i giochi incentrati sul ritmo non lo avessero tradizionalmente attratto, è stato conquistato dallo stile visivo colorato del titolo, dalla presentazione dinamica, dalla storia e dalla colonna sonora. Alla fine lo ha descritto come un’esperienza memorabile che consiglierebbe anche ai giocatori che normalmente non scelgono questo genere.
Nicolas Doucet, studio director di Team Asobi, ha scelto Shadow of the Colossus, pubblicato originariamente per PlayStation 2 nel 2005. Ha elogiato la sua premessa semplice, in cui un personaggio attraversa vaste pianure con soltanto una spada e un cavallo per affrontare creature enormi, oltre al senso di solitudine eroica, alle imponenti battaglie, alla presentazione tecnica e alla musica memorabile.
Infine, Gregory Louden, creative director presso Housemarque, ha scelto Uncharted 2: Among Thieves per PlayStation 3. Ha affermato che il gioco completo ha superato le aspettative create dalla demo di presentazione, grazie ad ambientazioni impressionanti, personaggi carismatici e alla scala di un’avventura campione d’incassi.
L’articolo celebrativo invita i giocatori a condividere quale gioco degli ultimi 20 anni li abbia sorpresi di più e a spiegare cosa abbia reso l’esperienza così particolare.
Fonti: PlayStation Blog España.